Il cane a tre zampe di Galina Petrovna

Il cane a tre zampe di Galina Petrovna
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2016
Editore: Longanesi
Pagine: 338 p.
Category: Narrativa straniera
Traduttore: C. Piazzetta
In commercio dal: 11/02/2016
Autore: Andrea Bennett
EAN: 9788830443136

"Solo una scrittrice eccezionale può esordire con un romanzo capace di far sorridere e di commuovere allo stesso tempo" - Daily Mail Il cane aveva bisogni semplici: viveva di pane, patate e qualche avanzo di lardo. Non si sarebbe sognato di mendicare del cibo dalla tavola, ma se gli cadeva tra le zampe era un altro discorso. E Galja (così gli amici chiamavano Galina) non avrebbe mai pensato di mettergli un collare. Erano uguali, e avevano scelto di stare insieme in placida compagnia. Fino a quella maledetta sera... Una settantina d'anni molto ben portati, vedova da quaranta, senza figli, Galina Petrovna vive per la sua adorata cagnolina a tre zampe Boroda, in una placida quotidianità che si divide fra la casa, l'orto e il centro ricreativo per anziani di Azov, la cittadina russa dove ha sempre vissuto. Fedele alle proprie convinzioni, Galina (Galja per gli amici) rifiuta la corte del mite pensionato Vasilij, come rifiuta di mettere il collare alla sua Boroda, così chiamata per la sottile barbetta a punta che le conferisce un'aria molto simpatica. Ma Galja non sa che il mondo è spaccato in due: c'è chi come lei adora gli animali, li ama come se fossero esseri umani, e chi li odia ferocemente. Un giorno, proprio perché libera di vagare fra il giardino e la strada, Boroda viene imprigionata nel furgone del Disinfestatore, l'accalappiacani della città, e portata via. Galja chiede disperatamente aiuto a Vasilij, che le mette a disposizione il proprio sgangherato sidecar. Partiti all'inseguimento del furgone, i due anziani iniziano un'avventura che farà sorridere e commuovere allo stesso tempo, e che ci immergerà in una provincia russa post-sovietica dove il tempo sembra essersi fermato, popolata di personaggi vivaci, riottosi, imprevedibili. In poche parole, incredibilmente umani.